” Getta un sasso nell’acqua corrente. sarà difficile vederne l’effetto. Un’increspatura dove la pietra rompe la superficie, poi un tonfo, soffocato dal fluire del fiume all’intorno. Tutto qui.
Getta un sasso in un lago. L’effetto sarà ben visibile e molto più duraturo. La pietra sconvolge le acque tranquille. Il cerchio che si forma dova ha colpito l’acqua subito si moltiplica, generandone un altro e un altro ancora. In breve le increspature suscitate da un unico plop si espandono, fino a poterle osservare su tutta la superficie a specchio. Solo quando raggiungono la riva, i cerchi si fermano e muoiono. Per il fiume il sasso è solo l’ennesimo elemento di disturbo in un corso già tumultuoso. Niente di strano. Niente di ingestibile.
Il lago, invece, non sarà mai più lo stesso (pag.11).”
Per quarant’anni la vita di Ella Rubinstein era stata un fluire di acque tranquille: una famiglia apparentemente perfetta, tre figli adorati, una bella casa e tante passioni e tanti impegni.
A sconvolgere questa tranquillità arriva all’improvviso un libro, “La dolce eresia” sul quale Ella deve scrivere una scheda di lettura per conto dell’agenzia letteraria con cui collabora. Il libro, scritto dall’affascinante scrittore giramondo Aziz Z. Zahara, narra la storia dell’amicizia tra il poeta mistico sufi Rumi e il derviscio errante Sharms-i Tabriz.
Leggendo Ella si lascia trasportare nella Turchia del XIII secolo, sulle ali di quella “religione dello spirito” che portò Jalal Al Din Rumi a scrivere alcuni dei versi d’amore più belli di sempre, alcuni dei quali sono contenuti nel canzoniere chiamato “Divan e-Shams”.
Pian piano tra lei e Aziz nasce qualcosa, un’amore che la sconvolge totalmente e che va a movimentare lo stagno pacifico della sua vita.
“Elif Shafak è la migliore scrittrice tuca dell’ultimo decennio” dice sua maestà, sia venerato e letto in eterno Orhan Pamuk.
Spinta inizialmente da questa “indicazione” pamukiana ho letto i primi due libri dell’autrice, “La bastarda di Istanbul” e “Il palazzo delle pulci” per passare ora a questo, uscito nel 2009.
Bel libro, molto affascinante la storia d’amicizia o di “amore mistico” come tanti l’hanno chiamato, tra Rumi e Shams; meno appassionante mi è invece sembrata la storia di Ella, della sua famiglia e del suo amore con lo scrittore, amorazzo quasi da romanzetto Harmony.
Il libro resta comunque un’inno all’amore, sentimento che riesce a sconvolgerci totalemente la vita sempre a dispetto di tutto e di tutti.
L’amore è sconsiderato
L’amore è sconsiderato, non così la ragione.
La ragione cerca il proprio vantaggio.
L’amore è impetuoso, brucia sé stesso, indomito.
Pure in mezzo al dolore,
l’amore avanza come una macina;
dura la sua superficie, procede diritto.
Morto all’egoismo,
rischia tutto senza chiedere niente… “
Jialāl al-Dīn Rūmī











